A
cura di Valeria Calabrese, Paola Martignetti, Diego Robotti.
Storie
di turismo in Piemonte,
Torino, L&M, Fondazione Centro per lo studio e la documentazione
delle Società di mutuo soccorso, Centro studi piemontesi, 2007
Dall'intervento
di Diego Robotti:
"Nel
corso dell'Ottocento fanno la loro comparsa in giro per l'Europa, grazie
allo sviluppo delle comunicazioni ferroviarie e marittime, i primi touristes.
Di solito sono inglesi, borghesi e benestanti ... Arrivano muniti di
leggeri bagagli da viaggio e di un pratico abbigliamento informale ...
Dalle popolazioni locali, quegli eccentrici personaggi - che non si
capisce bene cosa cerchino lontano da casa loro - vengono dapprima guardati
con diffidenza. Poi, sulla scorta dello sviluppo di alcune località
(i centri termali, le montagne svizzere, le riviere marine della Costa
azzurra e del Ponente Ligure), si comprende quale opportunità economica
possa rappresentare il turismo. Ecco che allora ogni località che abbia
qualcosa di bello da offrire cerca di trarre vantaggio da questa nuova
"moda".
E anche il Piemonte si fa avanti, ricco com'è di terme (allora molto
più numerose di oggi), di grandi laghi confinanti con i cantoni svizzeri
già frequentati dai turisti d'Oltralpe, di montagne (le più alte e famose
d'Europa), di una rete ferroviaria che a fine Ottocento già si dirama
nelle valli un tempo raggiunte solo da scomode strade".
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